Mostrami la tua “&” e ti dirò chi sei
Un unico carattere in grado di raccontare tutto su una font.
“Gran parte di quel che occorre sapere sulla storia e sulla bellezza di un carattere si può ricavare dalla sua “e” commerciale”.
Così Simon Garfield apre il capitolo dedicato a questo carattere nel suo libro Sei proprio il mio typo.
Vi avevamo già parlato di questo libro, quando poche settimane fa vi abbiamo raccontato la storia del Comic Sans, partendo proprio da alcuni spunti proposti da Garfield.
Le vicende del Comic Sans vi hanno incuriosito molto, così abbiamo deciso di raccontarvi un’altra storia dal mondo delle font, prendendo di nuovo ispirazione dal magnifico testo di Garfield.
Ecco a voi la storia della “&”.
Prima di tutto: cos’è la “&”? Si tratta della combinazione di due lettere, la “e” e la “t”, quindi “Et”. “Et”, vi suona un po’ latino vero? Beh non vi sbagliate, la “&” nasce proprio dalla necessità degli scriba latini di accelerare il loro lavoro.
Nella storia della tipografia disegnare la “&” è sempre stato un fatto decisamente cruciale, perché tra sue linee si cela l’incontro tra arte e precisione geometrica. La “&” di Caslon oppure quella del sig. Garamond ne sono l’esempio.
Questo carattere è così speciale anche a causa della sua universalità: da secoli la “&” viaggia in lungo e in largo in tutto il mondo, senza bisogno di traduzioni.
Pensate che Eric Gill -designer, stampatore ed esperto in lettering-, riteneva che fosse sprecata per i testi commerciali, per questo la usava addirittura al posto della semplice “e”.
Ma perché la “&” è ancora così speciale? Beh perché anche oggi, quando tutti i caratteri vengono realizzati al computer, il momento in cui si traccia la “&” è liberatorio: “un’incoraggiante promemoria dell’impatto che la penna d’oca continua ad avere sulla progettazione dei caratteri”.
Una delle più belle celebrazioni della “&” è il Coming Togheter -SOTA, 2010-, una font composta da 483 tipologie di “&” differenti.
Si tratta di un carattere nato da un’operazione di beneficienza: il ricavato dell’acquisto della font infatti, sarebbe andato a Medici Senza Frontiere per i soccorsi ai terremotati di Haiti.
Insomma la “&” è fascino, eleganza e -forse- anche maniera.
Diciamo che per gli esperti della tipografia è la cartina tornasole di una font e, ancor prima, del designer che l’ha creata.
Pensate che la “&” è diventata addirittura il logo di uno degli studi di grafica e comunicazione più conosciuti al mondo, che noi stimiamo molto: & Walsh.
Come per l’articolo dedicato al Comic Sans, anche oggi vogliamo chiudere nello stesso modo in cui Garfield ha deciso di concludere il suo capitolo sulla “&”:
“È questo il maggior pregio della e commerciale: la sua energia, il suo rifiuto di starsene con le mani in mano. È quasi impossibile guardarla e non pensare alla sua forma, o disegnarla e non pensare alla libertà”.


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