La passione per Joël Dicker
E perché dovresti iniziare a leggere subito i suoi romanzi.
Questa settimana parliamo di libri. Di un autore in particolare. E di come lo scorso Natale mi sia ritrovata con una dipendenza seria tra le mani, senza neanche accorgermene.
Tutto è iniziato con un regalo
Lo scorso Natale Alice – amica dei tempi dell’università – mi ha regalato La verità sul caso Harry Quebert. Confesso che non sapevo chi fosse Joel Dicker.
E quindi ho iniziato a leggere il libro senza aspettative particolari.
E in un attimo è diventata una dipendenza! Ho amato il libro, tanto da pensare di cercarne altri dello stesso autore. E nel giro di pochi mesi ho letto tutta la trilogia di Marcus Goldman (personaggio protagonista di tre libri dell’autore), L’enigma della camera 622 e La scomparsa di Stephanie Mailer.
E quindi credo sia il caso che tu lo sappia: se inizi a leggere Dicker, ho paura che farai la stessa fine!
Chi è Joel Dicker
Svizzero e classe 1985, il che lo rende uno degli autori più giovani e più letti al mondo nel suo genere. La verità sul caso Harry Quebert è il libro che lo ha consacrato: ha ricevuto il Grand Prix du Roman de l’Académie Française ed è stato tradotto in oltre 40 lingue. In Italia è arrivato per Bompiani nel 2013.
Ciò che rende Dicker diverso non è solo la trama, ma il modo in cui la costruisce.
Lo stile: la cosa che mi ha conquistata di più
Dicker ha una tecnica narrativa precisa e riconoscibile: incastri perfetti, salti temporali tra passato lontano, prossimo e presente, personaggi apparentemente scollegati, ma in realtà sempre connessi. Ogni capitolo finisce con una piccola spinta in avanti, non un cliffhanger urlato, ma quella sensazione sottile di devo sapere come va a finire che ti fa leggere un’altra pagina, poi un’altra, poi guardi l’orologio e sono le due di notte.
I romanzi della trilogia di Marcus Goldman in particolare, sono una sorta di grande meta-romanzo in cui il protagonista scrive il libro che stai leggendo. È un gioco letterario che sicuramente accentua la necessità di continuare a leggere i suoi libri perché connessi fra di loro.
Vi ricordate che vi avevo già parlato di qualcosa del genere in QUESTO articolo dedicato ad un altro autore – Richard Osman? (tra l’altro devo presto parlarvi di un altro suo libro che ho letto, ma ora la smetto se no perdo il filo…)
E quindi io penso che non sia un caso che entrambi mi abbiano colpito: questa storia della “serie” di libri è davvero intrigante e sicuramente uno stimolo continuo alla lettura. Almeno, per me!
Ma torniamo a Dicker!
Da dove iniziare: la guida rapida
Personalmente ho iniziato con La verità sul caso Harry Quebert che – ammetto – resta il più bello e avvincente dei cinque che ho letto. Dopo quello ho letto Il caso Alaska Sanders e ho chiuso la trilogia con Il libro dei Baltimore. Sinceramente non so se sia l’ordine giusto, ma a me è piaciuto così. Il più debole dei tre è l’ultimo, ma è assolutamente necessario!
Finita la trilogia, L’enigma della camera 622. Decisamente il più avvincente dopo Quebert! E poi La scomparsa di Stephanie Mailer: qui troveraipersonaggi epici e davvero particolari.
Il prossimo? Beh, mi manca Un animale selvaggio e poi spero che ne arrivino presto molti altri!
Beh insomma, se ti ho incuriosito almeno un po’, buona lettura! E poi fammi sapere quale libro hai preferito!


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