Supermad cerca l’uomo che ha perso le chiavi

Da quando la nostra avventura insieme su questo blog è iniziata, noi di Supermad abbiamo fatto qualche giretto, e ovviamente ve l’abbiamo raccontato nei nostri articoli. Vi abbiamo portato a Berlino, a Marrakech, ed infine a Porto. Certo, questi non sono gli unici viaggi che abbiamo fatto, ma soltanto quelli di quest’anno, l’anno in cui Supermad è nato.

Oggi vi parliamo di viaggi, ma non di un’esperienza in particolare. Vogliamo infatti raccontarvi il nostro modo di interpretare il viaggio. A chi piace viaggiare? A tutti, ovviamente.

Ma lo facciamo tutti allo stesso modo? Chiaramente no, perché non è possibile pensare di uniformare un’esperienza e renderla uguale per tutti, non è così?

Per scrivere questo articolo ci siamo chiesti proprio questo: il viaggio è davvero un’esperienza intima e personale? Non c’è una risposta unica a questa domanda ovviamente, tutto dipende dalla destinazione del viaggio, e dipende da noi. Ma se la destinazione fosse un posto molto battuto dal turismo, magari raggiungibile con un volo low cost? Beh, in questo caso forse la nostra esperienza non sarebbe poi così intima, o così diversa da quella di qualcun altro. Pensateci: quante volte avete parlato con un amico di una città o di un qualsiasi altro posto che avete entrambi visitato in momenti diversi, e vi siete resi conto di aver visto praticamente le stesse cose? Questo succede perché ci sono luoghi che tutti raggiungiamo anche solo in un fine settimana grazie all’estrema rapidità dell’aereo, contribuendo a rendere il racconto di quei luoghi un’esperienza più collettiva che personale.

L’aereo infatti rende piccolo il mondo ed altera la nostra percezione delle distanze. Ci permette di raggiungere luoghi altrimenti quasi irraggiungibili, i voli low cost addirittura, ci permettono di farlo ad un prezzo ragionevole. Tutto questo è fantastico chiaramente, ma parte dell’esperienza è irrimediabilmente compromessa dal fatto che lo sforzo per raggiungere la nostra meta è davvero limitato.

Supermad Volkswagen Car Mockup
Thanks @mrmockup

Non vi stiamo certo dicendo che l’unico modo per godersi davvero un viaggio sia quello di raggiungere ogni meta viaggiando via terra. Vi stiamo invitando però a riflettere sul fatto che, anche se oggi spostarsi è diventato molto semplice, il viaggio rimane un’esperienza complessa, che nasce dalla profonda esigenza di conoscenza e dall’innata propensione alla curiosità che tutti noi abbiamo dentro. Il viaggio inizia molto prima di salire a bordo dell’aereo. Inizia con un libro, con un film, con una birra insieme ad un amico che ci racconta entusiasta di un’esperienza fatta dall’altra parte del mondo. Il viaggio comincia con uno stimolo, con un’idea che si radica in noi, non con un click sul primo volo low cost disponibile per il fine settimana. Certo, può iniziare anche così, e magari sarà bellissimo. Ma probabilmente non avremo tutti gli strumenti necessari per catturare qualcosa da tenere soltanto per noi.

Per riuscire a fotografare in modo davvero unico il Taj Mahal, Steve McCurry racconta di quanti giorni abbia dovuto attendere prima di trovare la chiave giusta per scattare la foto perfetta. Ed è proprio da un mazzo di chiavi che nasce il suo scatto mozzafiato ad uno dei luoghi più fotografati al mondo. Un uomo perde le sue chiavi nelle acque dello Yamuna, il fiume che scorre davanti al mausoleo, McCurry lo vede chinarsi per cercarle e si accorge del riflesso mozzafiato che il Taj Mahal lascia in quelle acque basse. È fatta, la scatto perfetto. Un edificio che viene fotografato in modo banale da milioni di persone ogni anno, viene all’improvviso valorizzato da uno scatto unico come quello di Steve McCurry. Il luogo è lo stesso, cambiano gli occhi di chi lo osserva.

Supermad case
Thanks @mrmockup

Quando viaggiamo dobbiamo cercare l’uomo che ha perso le chiavi. Dobbiamo cambiare prospettiva, guardare le cose da ogni angolazione. Dobbiamo prenderci il nostro tempo per assorbire ciò che ci circonda. Dobbiamo attendere prima di tirare fuori la macchina fotografica, perché sicuramente servirà del tempo prima che qualcosa di unico ci passi davanti. È così che un viaggio diventa intimo, anche se il luogo in cui stiamo viaggiano è pieno di persone con gli stick per i selfie alzati al cielo.