Torna al blog

Cosa ne pensano i giapponesi?

Ormai manca pochissimo alle Olimpiadi, soltanto una manciata di settimane.

I Giochi si svolgeranno dal 23 luglio all’8 agosto, con 364 giorni di ritardo rispetto alla data dell’edizione del 2020 programmata prima del covid.

Per ragioni di branding il nome Tokyo 2020 non è stato modificato, e questa edizione dei Giochi estivi sarà la prima ad essere rinviata e non cancellata nella storia dei Giochi olimpici moderni.

Dal 1896 – prima edizione delle Olimpiadi moderne – ad oggi, sono state cancellate tre edizioni: quella del 1916, del 1940 e del 1944; tutte a causa dei conflitti mondiali.

I Giochi olimpici rappresentano un indotto molto importante per i Paesi ospitanti, oltre che la possibilità di mostrarsi al mondo sul palcoscenico internazionale, esibendo allo stesso tempo la propria modernità e i propri costumi.

Insomma, le Olimpiadi sono una vetrina prestigiosa, e sono l’evento sportivo più importante e riconosciuto al mondo.

Ma quest’anno i giapponesi non sembrano essere esattamente di questo avviso, e gran parte della popolazione si dice contraria allo svolgimento dei Giochi.

Il Giappone, infatti, si trova nel pieno della quarta ondata pandemica, con una campagna vaccinale che procede molto lentamente.

Per queste ragioni i giapponesi nutrono forti preoccupazioni in merito allo svolgimento delle Olimpiadi, e molti di loro ne chiedono il rinvio o addirittura l’annullamento.

Non è trascurabile il fatto che il Paese nipponico stia attraversando un periodo di forte crisi economica, determinata dai significativi cali dei consumi dovuti alla pandemia.

Le Olimpiadi rappresentano un’occasione molto importante per la ripartenza del Paese, e il contrasto dell’opinione pubblica al loro svolgimento, rappresenta un problema politico non banale.

logo

Yoshihide Suga, primo ministro giapponese, durante la conferenza stampa congiunta con Joe Biden alla Casa Bianca, ha dichiarato di essere determinato ad organizzare Olimpiadi sicure e protette. 

Una dichiarazione rassicurante, che arriva in un periodo di forte stress per la popolazione giapponese.

Ma la decisione finale in merito allo svolgimento delle Olimpiadi non spetta a Yoshihide Suga, bensì al Comitato Olimpico Internazionale.

Una volta scelto il Paese ospitante tra i candidati, infatti, le decisioni in merito ai Giochi olimpici spettano a quest’organo internazionale, che fatta eccezione per alcune situazioni particolari, decide al di sopra dei governi.

Anche in questo caso la parola finale spetta proprio al Comitato Olimpico, che non sembra per nulla intenzionato a cancellare i Giochi.

Nel caso più estremo, laddove la popolazione giapponese dovesse contrastare a tal punto lo svolgimento dei Giochi da determinarne la cancellazione, le perdite ricadrebbero tutte sul Giappone, che verrebbe meno al contratto stipulato con il Comitato Olimpico nel 2013, anno in cui Tokyo è stata scelta per il 2020.

Come detto poco fa, la campagna vaccinale giapponese avanza molto lentamente, questo anche a causa della forte sfiducia nei vaccini della popolazione.

Negli anni ’90 infatti l’opinione pubblica ha collegato alcune morti di meningite ad una campagna vaccinale, e da allora la fiducia nei vaccini è stata fortemente compromessa.

Non ci sono evidenze scientifiche che provino questo collegamento, ma i giapponesi non sembrano voler cambiare idea in merito ai vaccini.

Una situazione politicamente non facile da gestire: da una parte la pressione della popolazione impaurita dalla pandemia, dall’altra quella delle gravissime perdite economiche in caso di cancellazione.

Con ogni probabilità i Giochi si terranno ugualmente, dunque non resta che aspettare la cerimonia di apertura ed osservare i risvolti negli umori della popolazione.

Da questa vicenda riusciamo a comprendere – osservandola dall’esterno – quanto il diffondersi di opinioni comuni infondate possa essere dannoso, sia per la consapevolezza della popolazione che per l’economia del Paese.

Ciò detto è comunque auspicabile che Yoshihide Suga mantenga la parola, e che i Giochi si svolgano in totale sicurezza e nel rispetto delle vite degli organizzatori e degli atleti

Torna al blog