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La start-up che produce una proteina a partire dalla CO2.

È risaputo che ripetendo di continuo una parola si abbia l’impressione che questa perda di significato. Fate una prova: sceglietene una e continuate a ripeterla ad alta voce. Vi accorgerete che basteranno pochi secondi perché non significhi più nulla e vi sembri soltanto un suono prodotto dalle vostre corde vocali. Ecco quello che è successo alla parola Inquinamento: ne sentiamo parlare di continuo, e per questa ragione in molti non l’ascoltano più. Inutile dire che è proprio questo atteggiamento a rendere tutto ancora più difficile. L’inquinamento – sappiamo che è riduttivo raggruppare tutte le sue forme e le sue cause in un solo termine, ma lo facciamo per ragioni di tempo – è tutt’altro che una parola senza significato.

Lottare contro l’inquinamento infatti è diventata una questione di sopravvivenza, lo sappiamo tutti. Quante volte abbiamo sentito parlare di emissioni di CO2 e di quanto sia importante limitarle per fare in modo che gli equilibri del nostro ecosistema non si perdano? Non sapremmo dire quante. Beh questo perché le emissioni di CO2 sono un problema enorme, che ha molteplici cause: dagli allevamenti intensivi alle produzioni industriali, dai gas di scarico dei mezzi di trasporto alle industrie chimiche. E se ci fosse un modo per riciclare una parte della CO2 e convertirla in qualcosa di utile per l’uomo ed il pianeta? Questa è, con tutta probabilità, la domanda che si sono posti alla Solar Foods, start-up finlandese che ha messo a punto un processo per convertire il biossido di carbonio in una proteina: la soleina. Proprio così: questa giovane realtà scandinava ha deciso di compiere un piccolo ma importantissimo passo verso l’inizio del lungo processo di “guarigione” che ci attende. E ha deciso di farlo in un modo davvero originale: trasformare un inquinante atmosferico in cibo. Grazie ad un processo elettrolitico infatti, la Solar Foods isola l’idrogeno dalle molecole d’acqua e lo combina con la CO2 ed altri elementi come il potassio e il sodio. Successivamente inocula microorganismi specifici per ottenere – con un processo simile a quello della fermentazione delle bevande alcoliche – un complesso proteico. Cristallizzando questo complesso si ottiene la polvere di soleina: la proteina nata da questa ingegnosa trovata. (Approfondite qui).

 

L’idea di Solar Foods dev’essere davvero geniale, dato che la European Space Agency ha deciso di collaborare con la start-up finlandese per supportare gli astronauti durante una prossima missione verso Marte. Interessante vero? L’azienda stima di poter iniziare a vendere soleina già dal 2021, e questa nuova proteina potrebbe essere usata per arricchire farine, yogurt, pasta e tanti altri cibi che consumiamo quotidianamente. Quella dei Novel Foods è una frontiera davvero affascinante, perché unisce la tecnica delle produzioni alimentari alle necessità del pianeta. Non è un argomento semplice da trattare, così come ogni cosa che riguardi il cibo e l’ecosistema; ma pensiamo sia interessante tenere d’occhio l’evoluzione delle tecnologie alimentari, perché queste possono essere di grande aiuto al complesso progetto di sostenibilità del quale sentiamo parlare sempre più spesso.

 

Sapete che giorno è oggi? Esatto, oggi è il 27 settembre: la giornata del Global Climate Strike. In tutto il mondo, proprio in questo momento, milioni di persone stanno chiedendo a gran voce un cambio di rotta in fatto di politiche ambientali. La loro e la nostra voce continuano a ripetere le stesse parole, perché sono parole fondamentali per la nostra sopravvivenza. Sta a tutti noi fare in modo che il loro significato non svanisca e diventi soltanto un suono ripetuto che si perde tra mille altre voci. Queste sono parole importanti, tra le più importanti che oggi si possano pronunciare.

In tantissimi gridano “Al lupo! Al lupo!” ogni giorno, da molto tempo. Beh il lupo questa volta c’è davvero, così come c’era anche per tutto il tempo in cui lo abbiamo ignorato.

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