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Avanguardia e tradizione videoludica

Ormai manca davvero poco: le console di nuova generazione saranno presto disponibili per l’acquisto.

In rete il chiacchiericcio e i rumors riguardo PS5 e Xbox Series X abbondano già da diversi mesi, ma l’attesa è quasi finita, visto che entrambe le console dovrebbero essere rilasciate nel periodo natalizio.

Sony però si sta facendo attendere molto più di Microsoft, e non ha ancora mostrato la versione definitiva del suo nuovo gioiello tech.

La casa giapponese infatti ha presentato soltanto il nuovo joypad -dal design davvero accattivante e futuristico-, ma della console ancora nessuna traccia.

La sua presentazione è stata rimandata, perciò i fan dovranno attendere ancora un po’.

Per tutti coloro che invece sceglieranno Xbox, ad oggi non rimane che aspettare di trovarla sugli scaffali, dato che Microsoft ha presentato la sua console già il 7 maggio, con un evento che ha incuriosito e generato molta attesa tra i fan per quella che sarà la macchina da gioco più potente di sempre -ovviamente esclusi i pc-.

Proprio così, stando a quelle che sono le informazioni che abbiamo ad oggi riguardo ps5, non sembra che il colosso giapponese batterà Microsoft in fatto di potenza di calcolo.

Certo è che, considerando l’esperienza dell’attuale generazione, tra PS4 e Xbox One la distanza in termini di catalogo è sempre stata notevole.

Sony infatti vanta un parco titoli immenso, con molte più esclusive rispetto a quelle proposte da Microsoft.

Insomma, da un lato una console tecnologicamente avanzata, in grado di garantire un’esperienza grafica senza precedenti -tranne che per chi è abituato a giocare su pc-, dall’altro una console probabilmente meno potente ma decisamente più appetibile in fatto di titoli e user experience.

Staremo a vedere.

retrogaming

Chi invece si preoccupa meno di teraflops, gpu e refresh rate sono le console per il retrogaming.

C’è un mondo sommerso -certamente un po’ nerd- di appassionati di videogiochi del passato, e in moltissimi ultimamente si stanno avvicinando a questo universo.

In rete si trova di tutto: i duri e puri reperiscono componenti per ricostruire cabinati in stile anni ‘80 su cui caricano centinaia di giochi retrò, altri invece recuperano le console degli anni ‘90 -come il super Nintendo e il Sega Mega Drive- per rigiocare quei titoli che hanno amato durante l’infanzia.

È un settore decisamente ristretto e particolare, perciò non vi indicheremo il nome di una console nello specifico perché, come si dice in gergo, c’è da smanettarci un po’.

Vi stiamo raccontando del mondo del retrogaming infatti, non per consigliarvi un prodotto nello specifico, ma per riflettere su come la cultura dei videogiochi abbia influenzato già diverse generazioni.

I trentenni di oggi ricordano con grande piacere le ore passate in compagnia dell’idraulico italiano più famoso al mondo, oppure le prime partite di calcio digitale, quando i giocatori sembravano degli omini Lego a bassa definizione.

I quarantenni invece ricordano il Commodore 64 e Space Invaders.

Insomma i videogiochi fanno parte della nostra vita e della nostra cultura da così tanto tempo che di fatto ognuno di noi ha un legame con loro, e ad oggi è possibile riconoscere vere e proprie correnti e periodi videoludici. 

Il mercato intercetta la nostalgia di alcuni videogiocatori e propone console retrò per riuscire a soddisfare quel bisogno di bassa definizione e meccaniche di gioco vecchio stile; come ha fatto Nintendo nel 2017, con l’uscita di Super Nintendo Mini, e come sta facendo ora Sega con l’uscita -prevista in Giappone per il 10 giugno- del Game Gear Micro.

Considerate però che oltre alle soluzioni delle grandi case produttrici, le proposte in fatto di retrogaming sono moltissime, e se intendete appassionarvi e smanettarci un po’, troverete soluzioni artigianali davvero interessanti.

GameBoy

Mentre i riflettori rimangono puntati sul duello tutto tech tra Microsoft e Sony dunque, c’è chi preferisce giocare titoli del passato.

Molto spesso la competizione online dei titoli multiplayer può risultare frenetica e frustrante, e meno si gioca più si rimane indietro.

Non è un caso infatti che sempre più spesso si senta parlare di eSports: competizioni ufficiali durante le quali giocatori professionisti si sfidano, dimostrando quanto specifico e dettagliato possa essere l’approccio ad un videogame -proprio come quello ad un qualsiasi altro sport-.

Non intendiamo dire che giocare titoli contemporanei sia sempre frustrante, perché non è così. Consideriamo soltanto il fatto che per chi non ha molto tempo da dedicare al gaming alcune esperienze multiplayer possono risultare poco appaganti, in quanto servirebbe un allenamento costante per diventare competitivi e gustarsi pienamente il titolo.

Allo stesso modo non intendiamo esaltare quella nostalgia per i bei tempi andati, quando l’online non esisteva e videogiocare era soltanto un passatempo spensierato -provate a guardare una speedrun di Super Mario o Donkey Kong, altro che esperienza rilassante-.

Diciamo solo che come in ogni forma d’arte -ormai dovremmo aver accettato che i videogiochi lo siano-, si generano tradizione e avanguardia, passato e futuro.

Tra un paio di decenni parleremo dei titoli ps5 come di titoli retrò, e così via.

salaGiochi

Videogiocare è un modo per stimolare il pensiero, allenare l’intelligenza, a prescindere che si tratti di un titolo contemporaneo o di vent’anni fa.

Il gioco è un’attività che dovremmo prendere molto più seriamente, poiché giocare fa bene alla mente e allo spirito.

Perciò scegliete voi se preferite un cabinato con manopole poco ergonomiche per giocare a Metal Slug, oppure aspettare dicembre per acquistare una console di ultima generazione e stupirvi del suo dettaglio grafico, ma non prendete i videogiochi sottogamba, perché i videogiochi sono una faccenda incredibilmente seria, tanto seria da vantare già una grande tradizione.

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