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Quando la radio ha incontrato un condannato a morte.

Abbiamo cambiato in corsa la programmazione di oggi (lo abbiamo fatto letteralmente, poiché eravamo a bordo di un treno). Dovevamo parlarvi di illustrazione, ma di ritorno dal nostro viaggio a Roma, ci siamo imbattuti in un podcast molto interessante, che oggi vogliamo consigliarvi.

Avete mai ascoltato Uno, nessuno e CentoMilan? 

Si tratta di una trasmissione radiofonica, condotta da Alessandro Milan, tra le nostre preferite sulle frequenze di Radio 24. Vi diciamo questo perché il podcast di cui vi parliamo oggi è stato ideato e curato proprio da Allessando Milan, giornalista e conduttore radiofonico che apprezziamo molto. È grazie all’ascolto quotidiano di Radio 24 che ne siamo venuti a conoscenza.

Io sono libero.

Io sono libero è il titolo del podcast di Alessandro Milan, che ci racconta con dovizia di particolari la vicenda di Derek Rocco Barnabei: un uomo condannato a morte nel 1993 nello Stato della Virginia.

Non conoscevamo la storia di Derek Rocco Barnabei, nonostante in Italia abbia avuto un’eco impressionante in quegli anni, e le sette puntate del podcast di Allessando Milan ci hanno restituito tutta la tensione e la passione per questo caso, che ha travolto il nostro Paese in quel periodo.

Derek Rocco Barnabei è un giovane italoamericano, incriminato per lo stupro e l’omicidio della fidanzata Sarah, nel settembre 1993. Alessandro Milan inizia a seguire la sua vicenda qualche anno dopo, nella redazione di Radio24, durante le trasmissioni di Giancarlo Santalmassi.

Sono molti i protagonisti di questa vicenda, e Milan riesce ad intrecciare con grande maestria le loro vite con gli eventi narrati, generando un forte interesse nell’ascoltatore.

La vicenda è magnetica -oltre che drammatica- e la relazione tra Alessandro e Derek -della quale non vi raccontiamo di più- rappresenta e ha rappresentato un punto di contatto tra il nostro Paese e l’America, tra una radio e un condannato a morte.

I sette episodi sono una vera e propria escalation, la tensione aumenta con il passare dei minuti, e il percorso di avvicinamento e affezione che Alessandro ha vissuto nei confronti di Derek e della sua vicenda è intenso e travolgente, anche per l’ascoltatore.

Io sono libero, podcast Alessandro Milan

Io sono libero narra di una vicenda di cronaca molto importante, che all’inizio degli anni 2000 ha avuto un impatto mediatico notevole sul nostro Paese, proprio grazie al lavoro di Alessandro Milan e Giancarlo Santalmassi.

Si tratta di un fatto di cronaca che è riuscito a trasmettere con forza l’orrore, il dolore e l’ingiustizia che travolgono la vita dei condannati a morte, ma non solo.

La storia infatti riesce a farci comprendere quanto anche per le vittime e per i loro familiari -come nel caso di Sarah, la vittima di questa vicenda- la pena capitale non rappresenti un’opportunità di riscatto, ma soltanto un vortice di violenza vendicativa che travolge le loro vite, rendendole ancora più oscure e dolorose.

Trattandosi di un fatto di cronaca, per concludere il nostro articolo di oggi ci occorre citare il suo epilogo.

Derek Rocco Barnabei non riuscirà a sfuggire al braccio della morte, nemmeno dopo l’appello di Papa Giovanni Paolo II.

Il supporto di Radio 24 -che ha interessato trasversalmente la vicenda, anche in alcuni risvolti delle indagini- il sostegno del nostro Paese e le voci degli ascoltatori della radio, hanno dato forza a Derek, anche nei momenti più drammatici, ma non hanno potuto salvarlo.

Derek si è sempre dichiarato innocente, fino al suo ultimo respiro.

Ma la sua innocenza o la sua colpevolezza contano davvero?

Quello che conta è il dolore delle vittime, quello che conta sono sette anni di vita di un prigioniero al quale sono stati sottratti i diritti fondamentali (come spesso avviene in prigione).

Torturare per anni, umiliare e infine uccidere un uomo davanti ad un pubblico attonito e scioccato: è davvero questa l’espressione più alta della giustizia?

Lo Stato che vendica le vittime con la morte dei loro carnefici, mettendo in scena un morboso spettacolo di dolore ed angoscia che scuote l’animo di tutti: è davvero questa l’espressione più della giustizia?

Il dibattito attorno a questo tema è in corso da moltissimo tempo, e fortunatamente la maggior parte dei Paesi del mondo negli anni hanno abolito la pena capitale.

Anche lo Stato del Virginia lo ha fatto, proprio pochi mesi fa.

Il podcast di Alessandro Milan è fatto davvero molto bene, con un montaggio sonoro che coinvolge costantemente l’ascoltatore. Riesce a farci empatizzare con tutti i personaggi della vicenda, fornendoci una prospettiva ravvicinata sull’orrore della morte, di Derek e di Sarah.

Quando la violenza ci colpisce da vicino desideriamo vendetta. Proviamo un desiderio incontrollabile di vendetta. Ma la giustizia è davvero questa: lo Stato che ci vendica?

Tutto questo dolore non può generare nulla di positivo: è una spirale, un vortice nero, un precipizio senza fondo, così come lo è il desiderio di vendetta, che dovremmo imparare a conoscere ed arginare.

Grazie ad Alessandro Milan per questo viaggio così intenso.

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