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Rete: ci intrappola, o ci sostiene?

Oggi vogliamo intavolare una discussione riguardo un tema molto delicato, per questo motivo ci sembra doveroso fare una premessa prima di proporvi le nostre considerazioni in merito.

L’argomento di cui vi parleremo è incredibilmente vasto e trasversale, e interessa molti ambiti e competenze specifiche, come ad esempio la psicologia e la sociologia.

Ciò che faremo dunque, non sarà proporre nessun tipo di spunto professionale o scientifico – non abbiamo le competenze adatte per farlo -, ma soltanto limitarci a stimolare una riflessione.

Avete mai sentito parlare degli incel?

Incel è un termine nato dall’unione di due parole: involuntary celibate.

Gli incel sono, per la maggior parte, uomini e ragazzi eterosessuali, che per le ragioni più svariate -legate ad aspetti psicologici – non trovano un partner sessuale/relazionale.

Tale condizione ha conseguenze importanti nella vita di queste persone, che affrontano con difficoltà gli aspetti relazionali della loro quotidianità, con il peso di una fragilità che li indebolisce.

Gli incel individuano nel loro aspetto fisico l’ostacolo per la ricerca di un partner, perciò maturano la convinzione che, non potendo cambiare il proprio aspetto, non potranno mai trovare un partner.

Loro stessi infatti si definiscono brutti. 

Ma le definizioni, le etichette e le categorie non finiscono qui.

Nel mondo degli incel, infatti, ci sono diverse scuole di pensiero, che si sviluppano e mutano nel corso del tempo.

Tra le loro discussioni online, ad esempio, spesso emerge la teoria della redpill,termine coniato prendendo come spunto la pillola rossa che Morpheus offre a Neo in Matrix per vedere la verità.

Un redpillato è colui che ritiene ci sia un’oggettiva disparità di potenziale attrattivo tra uomo e donna, affermando che l’uomo sia in netto svantaggio.

Per questa ragione il redpillato adotta una scala di valutazione per la bellezza – convinto che possa essere misurabile attraverso l’analisi di alcuni parametri, come ad esempio la dimensione della mandibola e il diametro del polso – e si assegna un voto, puntualmente negativo.

Sempre secondo la teoria redpill, le donne sarebbero attratte soltanto da tre elementi imprescindibili: looks, money, status; ovvero estetica, soldi e posizione sociale.

Laddove uno di questi tre parametri dovesse essere particolarmente scarso, il redpillato ritiene che gli altri due debbano essere molto elevati per poter accedere ad una relazione.

matrix red or blu pills

Non occorre una nostra puntualizzazione per notare quanto macchinoso e distruttivo sia questo tipo di approccio alle relazioni.

I redpillati su questo sono categorici: sei un brutto? allora ti serviranno soldi e posizione sociale per attrarre una donna.

Ma, come dicevamo, sono molte le etichette che gli incel si attribuiscono, e redpillato è soltanto una tra queste, certamente tra le più influenti in questo panorama.

Oltre ai redpillati troviamo gli MGTOW, men going their own way, ovvero uomini che ritengono ci sia uno squilibrio nelle relazioni amorose tra uomo e donna – sempre favorevole della donna – e per tanto decidono di non impegnarsi in alcuna relazione amorosa.

La community a cui appartengono gli incel, i redpillati, gli MGTOW e le altre categorie, viene definita manosphere, e negli ultimi anni vede crescere costantemente il numero uomini che vi si avvicinano.

Un aspetto molto importante da considerare è che queste correnti di pensiero nascono spontaneamente online, e si consolidano con l’aumentare dei loro sostenitori.

I termini, le teorie, i costrutti che queste persone propongono a loro stessi e alla loro community non hanno alcun fondamento scientifico, ma si propagano rapidamente, sospinte e rinforzate da un numero sempre maggiore di sostenitori.

Si tratta di un fenomeno molto comune della vita online. Pensate alle fake news, oppure alle teorie del complotto più esagerate: agli occhi di molti risultano assurdità impensabili, ma per chi le sostiene diventano una bandiera, una causa per cui battersi.

Allo stesso modo la manosphere offre a uomini fragili e insicuri la possibilità di riconoscersi e di unirsi gli uni con gli altri, generando un microcosmo autoreferenziale ed autocommiserativo. 

Tutto questo chiaramente impedisce un processo maturo, consapevole e lucido di crescita personale, e rende sempre più profondo il disagio vissuto da queste persone.

Le discussioni nelle community della manosphere non sono mediate da esperti -psicologi, sociologi, sessuologi, ecc-, perciò i partecipanti non ascoltano mai nulla di diverso dalle loro teorie.

In Italia la community degli incel si esprime nel forum dei brutti: uno spazio dove si discute -permetteteci di dire in modo spesso per nulla costruttivo-, sulle tematiche relazionali, sessuali e amorose.

il forum dei brutti

Vi invitiamo a mettere da parte il giudizio e fare un giro nel forum dei brutti, per conoscere più da vicino il fenomeno.

Noi, oltre che alla vicenda umana e sociale, siamo interessati anche alle dinamiche digitali che portano a questo genere di estremizzazioni, e non siamo i soli a ritenere che la rete sia un catalizzatore potentissimo di questi fenomeni.

Discussioni di questo tipo dovrebbero essere mediate da esperti che siano in grado di guidare e moderare il dibattito, per renderlo sano e costruttivo.

Problematiche psicologiche necessitano di percorsi specifici per essere risolte.

L’aiuto in questo senso dovrebbe arrivare -oltre che dagli esperti, dall’attenzione specifica alla sessuologia, all’autodeterminazione e al rapporto con l’altro; già nelle prime fasi scolastiche e di vita sociale dei più giovani.

Su una cosa, seppur in modo controverso, gli incel hanno forse ragione: la società spesso si dimentica degli ultimi, degli emarginati, dei diversi, degli esclusi. 

Non cadiamo nella facile trappola del giudizio superficiale.

Proviamo invece a fare un passo avanti e chiediamoci: siamo davvero consapevoli del fatto che ogni fenomeno sociale ci riguarda più da vicino di quanto immaginiamo?

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