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Il social cinese lascia la regione più occidentale d’oriente.

La questione tra il governo centrale cinese e Hong Kong è complessa e delicata, perciò noi abbiamo deciso di affrontarla soltanto in piccolissima parte, ovvero parlando di un aspetto emerso da poco che riguarda le importanti differenze in fatto di mercato digitale.

Hong Kong è in Cina, ma è anche una regione amministrativa a sé, con un’importante autonomia decisionale. Questo la rende un punto di contatto fondamentale tra la Cina e il mondo occidentale. Sì perché potremmo dire, semplificando molto, che Hong Kong abbia una vena più occidentale rispetto al resto del Paese.

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Da molto tempo però il governo centrale cinese sta provando -con ottimi risultati- a limitare l’autonomia di questa regione, i cui abitanti come saprete, da tempo insorgono contro una controversa legge sull’estradizione. Le tensioni tra le due parti e l’incessante pressione del governo cinese hanno generato, tra le altre cose, l’esemplare reazione di un colosso del mondo digital: Tik Tok.

Tik Tok è un po’ come Hong Kong: si trova in Cina (fa parte della cinese ByteDance), ma non è soggetta ai controlli del governo cinese, e fa rispettare la privacy dei suoi utenti in maniera del tutto simile a quella a cui siamo abituati dalle nostre parti. Certo i cinesi non possono utilizzarla, per loro c’è Douyin, l’alter ego cinese di Tik Tok alla quale il governo ha accesso per il monitoraggio dei dati della popolazione. Ad Hong Kong invece, fino a pochi giorni fa, i cittadini potevano utilizzare Tik Tok esattamente come facciamo noi.

Da qualche giorno però, Tik Tok ha deciso di uscire dal mercato di Hong Kong per timore di poter essere insidiata dai controlli che inevitabilmente arriveranno anche nella regione autonoma a causa della Security Law emanata a maggio.

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Ed è proprio questa notizia che ci ha spinti ad una riflessione.

I social network sono il motore digitale del mondo globalizzato. La loro presenza ha notevolmente accelerato il processo di abbattimento dei confini commerciali tra le nazioni.

Da loro dipendono le interazioni che determinano l’andamento dell’economia globale, e per questo motivo il contatto social tra una regione come Hong Kong e il mondo occidentale rappresenta uno snodo fondamentale per il mercato.

I social ci fanno percepire il mondo come un luogo interconnesso. Ma questo è vero solo in parte.

Se è vero infatti che il mercato globale può trarre giovamento dalla potenza della comunicazione digitale, per molti altri aspetti tutto questo non funziona.

Abbiamo globalizzato il mercato, non le abitudini sociali, non la cultura, non la visione dello Stato o la percezione del diritto. Il fatto che Tik Tok lasci Hong Kong ne è la dimostrazione.

La sua posizione riguardo le politiche sul trattamento dei dati degli utenti è del tutto allineata con la nostra percezione di sicurezza e di diritto, e non con quella del governo centrale cinese.

Adesso che anche i dati dei cittadini di Hong Kong sono soggetti al monitoraggio da parte delle autorità cinesi, per Tik Tok è arrivato il momento di mostrare al mondo che non gradisce restare con un piede due scarpe. Certo la sua decisione avrà delle conseguenze, ormai ci siamo abituati al fatto che con i loro cambiamenti le Big Tech possano modificare gli equilibri mondiali, e sarà curioso notare come reagiranno i competitor a tutto questo.

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Qualcun altro si farà avanti per conquistare il mercato di Hong Kong, oppure semplicemente verrà coperto dal già popolarissimo Douyin?

Tra poco tempo avremo una risposta, per ora limitiamoci a comprendere quanto tutto ciò che diamo per scontato, come ad esempio la libertà di espressione e di opinione, non sia poi così scontato, almeno non per tutti.

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