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Supermad in bicicletta!

Oggi vi portiamo alla scoperta di un itinerario poco conosciuto e incredibilmente affascinante. Si tratta della Ciclovia dell’acquedotto pugliese, ci siamo appena stati, e non vediamo l’ora di raccontarvela!

Non fatevi trarre in inganno dal nome di questa ciclovia, il percorso infatti non interessa soltanto la Puglia, ma si estende lungo ben tre regioni: Campania, Basilicata e Puglia.

Il percorso è composto da due tratti: il canale principale, che dalla provincia di Avellino arriva fino a quella di Brindisi, e il sifone leccese, che prosegue verso la penisola salentina.

Compiere tutto il tragitto richiede chiaramente un bel po’ di tempo, perciò nel caso decidiate di fare un giro lungo la ciclovia, scegliete in anticipo quali saranno le vostre tappe.

Oggi vi raccontiamo le nostre.

Una premessa importante: trattandosi di una ciclovia potrete affrontarla a piedi oppure in bicicletta. Nel caso optiate per la bici sappiate che non occorre una preparazione di alto livello.

Tuttavia, un’ottima idea è quella di valutare il profilo altimetrico della vostra tappa prima di percorrerla, nel caso non siate preparati ad affrontare lunghe salite.

Per farlo, noi abbiamo utilizzato un’applicazione utilissima per i viaggi in bicicletta: Komoot

L’app è estremamente precisa, e inserendo l’inizio e la fine del vostro percorso otterrete tutte le informazioni utili, compreso il profilo altimetrico.

Così potrete decidere comodamente da casa se affrontare salite impegnative oppure se scegliere tratti pianeggianti.

Komoot inoltre funge da navigatore anche sui sentieri più sperduti, in quanto registra le tracce gps degli iscritti per tracciarli. Comodissima per tutti quei punti dove Maps non può arrivare.

paesaggio ciclovia acquedotto pugliese

Tappa numero uno: Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Castel del Monte.

Un tratto meraviglioso di questa ciclovia, immerso nel territorio selvaggio dell’Alta Murgia.

Attraverserete luoghi sospesi nel tempo, e vedrete un’altra faccia della Puglia, quella più solitaria e agricola.

Se trasportate le bici in macchina potrete parcheggiare all’interno del parco, ma vi avvertiamo: il parco è un labirinto di sentieri e piccole strade che conducono in località minuscole.

Noi abbiamo parcheggiato nei pressi di una masseria nella zona di Malcangi, ma anche la ricerca di un luogo da cui partire fa parte dell’avventura!

La meta?

Beh, da qui sarete a pochi chilometri di distanza da Castel del Monte, un punto d’arrivo decisamente spettacolare. Il castello ottagonale di Federico II vi osserverà dall’alto durante tutta la gita: a volte riuscirete a scorgerlo tra gli ulivi, altre volte invece no, fino a quando pedalando non arriverete proprio ai piedi delle sue imponenti mura.

Da qui la vista è semplicemente mozzafiato.

Questa tappa prevede la salita che porta al castello, non è lunghissima, ma è comunque abbastanza intensa. Noi l’abbiamo affrontata senza una grande preparazione atletica, tuttavia la sconsigliamo a chi non intende affaticarsi troppo.

castel del monte

Tappa numero due: nel Salento da Manduria a Porto Cesareo.

Ci sono diversi modi di percorrere questo tratto: potrete scegliere le strade asfaltate, magari raggiungendo il mare da Manduria puntando verso San Pietro in Bevagna lungo la litoranea, per poi raggiungere Porto Cesareo seguendo la costa, oppure, se amate l’avventura e possedete una mountain bike, attraversando la campagna salentina.

Ci metterete qualche ora in più ma fidatevi: lo spettacolo vale assolutamente il prezzo del biglietto. Il tratto in campagna è stupendo, selvaggio, solitario.

Attraverserete luoghi magici, costeggiando uliveti immensi, vitigni e macchia mediterranea, immersi in un’aria dolce e profumata.

Vogliamo darvi un’indicazione molto utile: qualora sceglieste di percorrere le strade sterrate della ciclovia attraversando la campagna, Komoot sarà uno strumento al quale non potrete rinunciare.

Qui Maps non riuscirà a darvi indicazioni, e in diversi punti dovrete avere spirito di avventura e adattamento per superare tratti di ciclovia poco battuti, con l’erba alta che vi farà perdere le tracce del sentiero.

Fate attenzione anche al passaggio nelle proprietà private, non vi allontanate troppo dalla traccia gps, così eviterete di imbattervi nei cani pastore (…tratto da una storia vera!).

A differenza della tappa nel Parco dell’Alta Murgia, qui la voglia di avventura è un elemento fondamentale.

Lungo il tragitto vi imbatterete anche in un piccolo paese completamente abbandonato da più di quarant’anni: Monteruga.

Qui sarete avvolti da un’atmosfera spettrale. Un luogo davvero affascinante.

La gita termina una volta arrivati nel centro abitato di Porto Cesareo, un piccolo paese sulla costa ionica del Salento, a pochi chilometri da Gallipoli.

L’avventura finisce qui. Godetevi il mare strepitoso di Porto Cesareo e delle spiagge vicine, trovate qualcosa di fresco da bere – noi consigliamo un caffè freddo leccese – e ammirate il tramonto che colora d’arancione lo ionio.

monteruga

Vi lasciamo il link al sito della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Qui troverete tante altre informazioni utili, inoltre potrete scaricare le tracce gps del percorso e conoscere più nel dettaglio le tappe.

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