Ne abbiamo davvero Bisogno?

Ricordate la campagna pubblicitaria di Dove lanciata nel 2004? Sì, la famosa pubblicità in cui donne dalle forme generose, provenienti da diverse parti del mondo, si univano in un abbraccio in candida biancheria intima, sfoggiando sorrisi sinceri. Quella campagna si chiamava Real Beauty, e dal punto di vista della comunicazione, ha segnato un momento decisivo per il Body Positivity. (se non ve la ricordate, date un’occhiata a questo video!)

Già qualche tempo prima rispetto a Dove a dire il vero, le donne del Victorian Dress Reform Movement, alla fine del 1800, lottavano per liberarsi degli stretti corsetti che dovevano indossare per avere una vita sottile, canone di bellezza dell’epoca. Non era certo solo una questione di comodità. Oltre al volersi liberare di un indumento decisamente poco pratico e fastidioso come il corsetto infatti, quelle donne cercavano di dimostrare che la bellezza non passa dall’imposizione di canoni, ma dalla libertà e dal piacere di mostrarsi per come si è.

Ma torniamo nel presente.

Nel 2017,  Aerie -popolare brand di intimo femminile in America-, ha lanciato una campagna dal nome AerieReal, in cui prometteva di non utilizzare Photoshop per ritoccare le modelle, di cui si sarebbero dunque notati difetti come smagliature, cellulite e perché no, anche qualche rotolino sulla pancia. (guarda il video)

Campagne pubblicitarie di brand così famosi, a favore del Body Positivity, hanno influito pesantemente sulla nostra percezione della bellezza dei corpi. Tutti noi infatti proviamo, anche inconsciamente, ad adattarci ai canoni di bellezza del nostro tempo, cercando di limare i “difetti” del nostro corpo, per avvicinarci il più possibile alla perfezione dei modelli. Il Body Positivity dunque, nasce proprio con l’intenzione di arginare questo pensiero.

La chiave per vivere bene con se stessi – almeno secondo questo movimento – sta tutta qui: accettarsi per come si è, senza rincorrere modelli irraggiungibili.

Un pensiero nobile dunque, che esiste da più di un secolo e si fa spazio tra le mode, e che oggi inevitabilmente, spopola sui social. Pensandoci bene però, anche Dove e Aerie fissano dei canoni di bellezza, che per coloro i quali vivono un rapporto conflittuale con il proprio corpo, possono essere difficili da raggiungere tanto quanto quelli promossi dalle modelle di Victoria’s Secret.

Pensate ad Ashley Graham ad esempio, la modella dalle taglie forti più famosa al mondo, non vi sembra un modello irraggiungibile?

body positivity

Al di là delle campagne di marketing, delle etichette di pensiero, e dei canoni di bellezza che ogni tempo inevitabilmente propone, ci siamo noi. Noi con la nostra pancetta, noi con il nostro viso poco simmetrico, noi con le sopracciglia troppo folte, noi troppo bassi, noi troppo magri, noi con le labbra troppo sottili e con il sedere troppo robusto.

Ci siamo noi: quelli che non hanno bisogno di qualcuno che ci dica quanto siamo belli con le nostre imperfezioni, perché sappiamo che quelle non sono imperfezioni, ma semplicemente una parte naturale di ciò che siamo.